Amici del Sacro Monte

Associazione culturale fondata nel 1967

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I Papi del Sacro Monte, storie di fede e di potere tra il Vaticano e Varese

Sergio Redaelli sUna bella giornata di sole e un Sacro Monte gremito hanno fatto da cornice all'ultima "Conversazione" prevista presso la nostra sede associativa per quest'anno.

Relatore il giornalista Sergio Redaelli, nostro amico e collaboratore ormai da anni, che ha presentato al pubblico presente un florilegio dei contenuti della sua ultima fatica, il volume "I Papi del Sacro Monte, storie di fede e di potere tra il Vaticano e Varese", edito da Macchione e in uscita prima di Natale.

L'arco di tempo preso in esame nel libro va da S. Ambrogio ai giorni nostri, passando dai 26 Papi che, per motivi diversi, hanno avuto a che fare con il Sacro Monte.

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Il Premio Ecologia sarà intitolato a Salvatore Furia - di Sergio Redaelli

Furia“Dedicargli una strada? Un giardino? No, stiamo pensando a qualcosa di più duraturo. L’amministrazione comunale di Varese intitolerà al professor Salvatore Furia il Premio Ecologia che egli stesso aveva creato quarantatre anni fa”. L’annuncio del vicesindaco Daniele Zanzi strappa un applauso al pubblico che affolla la sede degli Amici del Sacro Monte, in piazza Pogliaghi, per ricordare il “poeta delle stelle” a sei anni dalla morte (12 agosto 2010). L’incontro, introdotto dal presidente Ambrogina Zanzi che l’ha organizzato, è un omaggio all’uomo che ha lasciato in eredità ai varesini la Cittadella di Scienze della Natura e i tanti gioielli di cui si compone ma, prima di tutto, che ha educato generazioni di allievi alla bellezza, al gusto del mistero e al rispetto della natura. Un lascito educativo per il quale ebbe la medaglia d'oro del Ministero dell'Istruzione.

In sala si proiettano immagini degli anni sessanta e settanta scattate dal fotografo Antonio Zaffaroni e una video-confessione registrata poco prima che il professore morisse, postata da un ignoto ammiratore su Internet. E’ una testimonianza commovente: “Che cosa mi dà soddisfazione? La gente comune che guardando nel telescopio si lascia sfuggire un “oh” di meraviglia”, confessava l’anziano maestro. E ancora: “La Cittadella delle scienze non è stato un miracolo, è costata fatica e dolore. Portare la gente sulla montagna a stupirsi ammirando le stelle non era possibile senza la strada e allora mi sono detto: la strada la costruisco io. E per realizzarla, con l’aiuto di tanti volonterosi allievi, ho fatto il minatore, sparavo le mine, usavo il badile”.

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Intramontabile Shakespeare - di Annamaria Papi

Glauco MauriPrendete una sera d’estate: vento impetuoso sceso dal nord a portare con sé cumuli di nubi, scuotendo, quasi abbattendo, le fronde degli alberi; ultimi raggi del sole al tramonto ad arrossare le dense nuvole.

Prendete uno dei più bei balconi con vista sulla pianura lombarda.

Aggiungete le voci di due attori del calibro di Glauco Mari e Roberto Sturno, le note di un pianoforte in sottofondo abilmente suonato da Giovanni Zappalorto, una selezione dei più celebri brani del noto Bardo, il tutto con la regia del bravissimo Andrea Chiodi.

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Gli enigmi dell’Oratorio dell’Immacolata - di Sergio Redaelli

Serata di arte e fede 2016 v1Ha una data di nascita controversa, una posizione all’inizio della Via Sacra che è tutta da interpretare ed è intitolata ad un dogma che divise a lungo i francescani e i domenicani, gli uni favorevoli, gli altri contrari, facendo coesistere posizioni dottrinali e devozionali diverse: è la chiesetta dell’Immacolata Concezione che i fedeli incontrano prima d’imboccare il viale delle cappelle spesso senza conoscerne gli enigmi che la rendono misteriosa e affascinante.

Il Bernascone la costruì nel 1609, secondo la data segnata all’esterno: ma lo storico Renzo Talamona avverte che forse in quel luogo esisteva una precedente cappella dedicata a San Rocco. Scartabellando nell’archivio diocesano di Milano, Talamona ha trovato un documento di Domenico Ranzo, vicario di Santa Maria del Monte dal 1567 al 1571, che parla di una “capelleta” alla Cascina Morona; e frugando negli inventari alla ricerca della relazione di una visita di Carlo Borromeo, si è ritrovato fra le mani il volume 71, sezione decima della pieve di Varese, con la descrizione di una cappella intitolata a san Rocco in data 19 novembre 1571 forse proprio dove sarebbe sorto l’Oratorio dell’Immacolata. Trentotto anni dopo.

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