Amici del Sacro Monte

Associazione culturale fondata nel 1967

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Zamberletti e quell’invito al premier Aldo Moro (di Sergio Redaelli)

conv 07042018 240Molto tempo prima che la Lega Lombarda di Bossi e di Maroni attirasse le luci della ribalta sulle Prealpi, a Varese arrivavano i big della politica romana, Giulio Andreotti a “scoprire” la statua di Paolo VI al Sacro Monte, Aldo Moro ad inaugurare il convitto De Filippi, il “re dei palazzinari” Gaetano Caltagirone a studiare il possibile rilancio immobiliare di S. Maria del Monte. L’uomo che aveva le conoscenze giuste in riva al Tevere era il sacromontino doc Giuseppe Zamberletti, figura di spicco della politica italiana, sei legislature alla Camera, una al Senato e qualcosa come trentadue anni di vita parlamentare alle spalle. Un uomo della Prima Repubblica e un “esempio di altissimo impegno” per usare le parole con cui l’allora sindaco Attilio Fontana gli consegnò la Martinella del Broletto 2014, massima onorificenza di Varese.

Quando apre l’album dei ricordi Zamberletti è un pozzo di aneddoti e lo fa, su invito di Ambrogina Zanzi, per la prima conferenza del 2018 nella sede degli Amici del Sacro Monte. “Riuscii a portare Aldo Moro a Varese con l’astuzia – racconta – Volevo farlo partecipare all’inaugurazione del convitto De Filippi che don Pigionatti aveva appena finito di costruire. Ma il De Filippi è una scuola privata e la presenza del presidente del consiglio dei ministri avrebbe creato polemiche. Che fare? La provincia di Varese compiva quarant’anni ed ecco il punto di compromesso. Aldo Moro avrebbe prima visitato la Provincia e poi il De Filippi. All’inaugurazione fu accolto da un incredibile entusiasmo, autorità, polizia, carabinieri, famiglie, studenti di colore e perfino marinai. Sbottò: “Ma questa non è una scuola, è l’arca di Noè”.

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Pensare al futuro respirando e recuperando il valore del borgo e dei suoi abitanti (di Giuseppe Terziroli)

conv 07042018 000Pensare al futuro respirando e recuperando il valore del borgo e dei suoi abitanti.

Questo periodare può riassumere il valore dell'incontro che si è tenuto oggi in via del Ceppo per iniziativa e nella sede dell'Associazione degli Amici del Sacro Monte di Varese la quale ha come Presidente la dinamica dottoressa Ambrogina Zanzi.

Nel corso degli ultimi anni sono avvenuti profondi cambiamenti, sicuramente migliorativi in termini di conoscenza, anche e soprattutto da parte e nel mondo social, di scoperte artistiche e restauri comi quelli avvenute nella Cripta del Santuario.

L'affluenza del pubblico è stata oggi numerosa, anche perché il relatore era di primo ordine: Giuseppe Zamberletti il papà della Protezione Civile, Ministro della Repubblica sacromontino doc.

Il tema era attraente:"Il mio Sacro Monte tra passato presente e futuro".

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Pio IV, dalla lapide in santuario al teatro nel castello di Melegnano

Sergio Redaelli Pio IV 001Uno stuolo di cardinali, gli affreschi della Cappella Sistina e in primo piano l’incontro-scontro fra due caratteri forti e visionari. Siamo nella Roma della metà del Cinquecento. Da una parte Pio IV, un papa politico figlio del potere temporale – un peccatore, direbbe oggi Francesco - dall’altra il nipote Carlo Borromeo, intransigente uomo di fede, destinato alla santità. Due differenti visioni della Chiesa che, sullo sfondo di estenuanti conflitti e intrallazzi politici e militari, insieme seppero propiziare la felice conclusione del Concilio di Trento nel 1563, una tappa fondamentale nella storia del cattolicesimo. Se infatti il Concilio non centrò l’obiettivo di mettere d’accordo i cattolici e i luterani, fissò la dottrina e pose le basi per la vita della Chiesa cattolica nei secoli a venire.

È il tema centrale della pièce “Pio IV” di Sergio Redaelli che la Compagnia Il Vuoto Pieno ha portato in scena il 27 marzo nella Sala delle Battaglie del castello mediceo di Melegnano, la città cui Pio IV accordò l’indulgenza del Perdono che da quasi cinque secoli si celebra con una grande festa popolare. Si è trattato di un “reading”, la lettura del testo in anteprima. Lo spettacolo vero e proprio con una ventina di attori in costumi d’epoca andrà in scena il 26 e 27 maggio, all’aperto, nel cortile d’onore del castello di Melegnano, con la regia di Cristiano De Vita. Ingresso gratuito.

Pio IV, al secolo Giovanni Angelo Medici, milanese, proprietario a Induno del castello di Frascarolo, è ricordato da una lapide a destra dell’altare nel santuario di S. Maria del Monte. La fece mettere Giampietro Biumi, figlio di Giambattista, medico privato e consigliere finanziario del papa.

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