Amici del Sacro Monte A.P.S.

Associazione culturale fondata nel 1967

Abitanti, mestieri, pellegrinaggi

Leopoldo Giampaolo (1909-1983) scrisse un’agile Guida del Sacro Monte e pubblicò articoli d’approfondimento per la Rivista della Società Storica Varesina

Tra le opere forse meno note di Leopoldo Giampaolo è la Breve Guida di S. Maria del Monte (sopra Varese), un libretto di 63 pagine stampato dallo stabilimento grafico L’Economica di Monza nel 1948. Il tono colloquiale e discorsivo, senza le note a piede pagina, non fa pensare al lavoro di uno storico. Ha invece la romantica leggerezza di un’agile “bussola” per i turisti.

Giampaolo scrive nell’introduzione: “Sorge il pittoresco paesello sull’ultimo cocuzzolo della breve cresta montuosa che dal monte Tre Croci si allunga verso mezzogiorno separando la Valle della Rasa dal valloncello detto il Vellone. Lo sprone roccioso sul quale si sono raccolte le case domina la pianura lombarda e l’ingresso di alcune valli aperte verso settentrione. Ottima quindi la posizione strategica e panoramica”. (1)1 Breve guida di Giampaolo Leopoldo

Una Guida con capitoletti snelli e veloci, di facile consultazione. Alla breve introduzione, seguono un cenno storico a S. Ambrogio e agli Ariani, ai primi abitatori del monte, all’affermarsi del culto della Vergine e alla costruzione delle Cappelle, poi la spiegazione del progetto, la chiesa dell’Immacolata, il primo arco, il Conventino, la prima fontana.

Sono notizie rapide ed essenziali per chi ha bisogno di orientarsi: “Il vialone delle Cappelle – scrive l’autore – si apre a metri 600 d’altezza. Ha una larghezza variabile fra gli 8 e i 16 metri e una lunghezza di circa due chilometri”. Per ogni cappella la descrizione, le cose notevoli e le notizie storico-artistiche. Poi gli altri due archi, la nicchia delle Beate, la Cappella fallata, la fontana del Mosè, il campanile, l’ingresso laterale alla basilica, le tre navate con il prolungamento di quella centrale, l’altare, la cupola, il coro, le absidi, l’oratorio delle beate, la cripta e il portico esterno. Quindi il museo, il monastero e il “paesetto” di S. Maria del Monte. Tutto molto chiaro e semplice.

Pellegrinaggi Votivi

Giampaolo tornò spesso sull’argomento del Sacro Monte. Scovò negli archivi notizie su come un tempo si saliva al Sacro Monte, sulle origini delle Tre Croci, sugli abitanti e i mestieri del borgo dal ‘500 all’800, sugli antichi pellegrinaggi votivi dall’Italia e dalla Svizzera. Sempre attento a fornire dati e cifre, ma anche curiosità: “I preti di alcune comunità che accompagnavano le processioni, i consoli o i maggiorenti dei paesi o i portatori avevano il diritto di essere ospitati dai sacerdoti del Santuario a cena o a pranzo – rivela – La cena dei portatori consisteva in pane, formaggio e vino. Talvolta i sacerdoti erano ospitati anche ad dormiendum. La consuetudine della distribuzione del vino sopravvisse fino alla prima guerra mondiale. Il vino, solitamente bianco, veniva distribuito in boccaletti sotto il portico della chiesa”. (2)

Nel 1945, tre anni prima di scrivere la Guida, Giampaolo aveva contribuito a ricostituire la gloriosa Società Storica Varesina, nata nel 1931, che il fascismo aveva fatto confluire nella Regia Deputazione Lombarda di Storia Patria dando vita, in collaborazione con le sezioni di Gallarate e Busto, alla Rassegna Storica del Seprio con il primo volume uscito nel 1939.

Finita la guerra, la Rassegna riprese le pubblicazioni come collana di memorie storico-archeologiche diretta da Mario Bertolone e, nel 1953, mentre Bertolone fondava il Centro degli studi preistorici e archeologici e il periodico Sibrium, Giampaolo assunse la presidenza e la direzione della nuova Rivista della Società Storica Varesina. La diresse fino al 7 novembre 1983, il giorno della sua morte. Intorno a lui si radunò una leva di giovani studiosi che, da allora, spezzano il pane della storia locale con libri, conferenze e lezioni universitarie. (3)

Pittore e Storico

2 Ritratto di Leopoldo Giampaolo (A. Ricci, 1987)Giampaolo era nato a Maccagno Superiore il 5 settembre 1909. Laureato in filosofia e pedagogia nel 1942 all’Università di Torino, insegnò tirocinio all’Istituto magistrale di Varese per vent’anni a partire dal 1946. Fu certo un pioniere dello studio della storia locale, ma anche un abile funzionario pubblico. Diresse per vent’anni la Biblioteca Civica di Varese - dal 1951 al 1971 - ne fece uno strumento al servizio della città, riordinò e inventariò i libri, li catalogò per autore e materia, ne promosse la consultazione.

Si preoccupava di accertare che cosa leggesse la gente, che cosa spingesse gli utenti a frequentare questo luogo silenzioso e magico. Diventò una sorta di consulente degli studenti, praticò pedagogia della ricerca, li invitò a raccogliere le informazioni con pazienza e tenacia, a fare da sé. Non era il classico topo di biblioteca. Teneva contatti con la Braidense e la Sormani di Milano e promosse gli scambi librari tra le biblioteche. Con lui i volumi sugli scaffali passarono da 48.500 a 61.000 negli anni ‘50. Sperimentò nuovi orari feriali e applicò quello serale dalle 20.30 alle 23, ma il test ebbe vita breve perché il pubblico non lo premiò.

Fu anche pittore dilettante. Amava raffigurare delicati paesaggi di Varese e del lago Maggiore. I suoi acquarelli a colori sono riprodotti nelle sovra-copertine dei fascicoli XII, XIV, XV e XVI della Rivista della Società Storica Varesina. Fu membro e segretario del Circolo degli Artisti di Varese. Tenne mostre personali, l’ultima delle quali alla Galleria d'Arte Internazionale del 1976.

 

 

Studi Risorgimentali

La sua vera passione fu però la storia locale. Pubblicò il primo articolo a vent’anni su Pino Tronzano e studiò il feudo imperiale e la zecca dei Mandelli a Maccagno, indagò gli aspetti di mineralogia del territorio, lo sviluppo, l’arte e la parrocchia del suo paese natale. Dimostrò di possedere grandi capacità di divulgatore, scrittura veloce e tenace ricerca dei dati storici. Nel 1943 scrisse La provincia di Varese e le province limitrofe che esprimeva l’amore per il capoluogo. Nel 1958 descrisse la Varese minore con Mario Lodi e Antonietta Massarotto e nel 1977 elaborò una sintesi storica sull’agricoltura, il commercio, i pellegrinaggi, le tramvie, i monumenti, lo sport e la cultura della città. Compì studi sul Risorgimento, sui Carabinieri, su Giovanni Comolli, volontario varesino nei Cavalleggeri lombardi nella guerra 1848-’49, trascrisse il Diario di Giuseppe Bolchini volontario dei Cacciatori delle Alpi 1859 e ricostruì con Mario Bertolone La campagna di Garibaldi in Italia. S’inventò anche editore di fonti pubblicando i supplementi della Società Storica Varesina: la Cronaca di Giulio Tatto ed i prezzi dei grani e del vino sul mercato di Varese dal 1525 al 1620, le Memorie di Vincenzo Marliani, Varese dall’avvento della Repubblica Cisalpina alla fine del Regno Italico e la Topografia della pieve di Arcisate di Nicolò Sormani. (4)

Benedetto Croce

Fu un ricercatore attento alle fonti e propose lo studio delle memorie locali come mezzo di ricerca secondo la definizione di Benedetto Croce, “per ricostruire il rapporto tra il territorio e la storia maggiore”. Volle che la Società Storica Varesina non fosse un’istituzione accademica, limitata agli storici di professione. Per lui lo storico deve essere capace di farsi leggere localmente, usare una scrittura piana e termini comprensibili. Il metodo storico, come diceva Croce, “sta nella testa di chi scrive”. (5)

Giampaolo svolse infine numerose attività sociali, fece parte della commissione edilizia del Comune di Varese e creò la fondazione benefica Gianni Pozzato. Quando infine si ammalò, non rinunciò a lavorare facendosi accompagnare in biblioteca dalla moglie, poi dal figlio sulla sedia a rotelle.

Era un uomo dal carattere forte, geloso della propria biblioteca ed esigente con i collaboratori. La nuora Maria Luisa Aletti, allora giovanissima correttrice di bozze, ricorda un simpatico aneddoto: “Mio suocero voleva che controllassimo il testo partendo dal fondo perché gli errori in questo modo si vedono più facilmente: Ricordo di aver corretto al contrario l’intero libro Varese sintesi storica del 1977. “Di mio nonno – aggiunge il nipote Matteo – resta un inedito lavoro su Varese che non fece in tempo a concludere e molte note di suo pugno ai testi che meriterebbero un ragionato studio”.

Il capoluogo gli ha dedicato un convegno di studi il 27 novembre 2010 nella sala Morselli in via Sacco. Gli atti sono stati pubblicati nel 2011 nel fascicolo XXVIII della Rivista della Società Storica Varesina con interventi di Giuseppe Armocida attuale presidente della SSV, Marco Tamborini direttore della Rivista, Serena Contini, Luigi Stadera, Diego Dalla Gasperina e Robertino Ghiringhelli.

Ecco infine l’essenziale bibliografia di Leopoldo Giampaolo dedicata al Sacro Monte:

  • Breve guida di S. Maria del Monte sopra Varese.- [S. l.] : [s. n.], 1948. 63 p. ; 15 cm. Biblioteca Civica Varese, segnatura: BI4565, ONI144.
  • Il Sacro Monte di Varese, pp. 52 - 54, in: La provincia di Varese e le province limitrofe nei loro valori geografici, storici, artistici : 3. ed. riveduta, ampliata, corretta e con disegni dell'Autore. Varese: Libreria Pin editrice, 1949. 144 p. : ill., fot., c. geogr. ; 21 cm. Biblioteca Civica Varese. Segnatura: COV31, DIII 2040.
  • Pellegrinaggi votivi ticinesi al Sacro Monte di Varese, in Bollettino storico della Svizzera italiana, nuova serie, XXIV, 1949, n. 1, pp. 1-15.
  • Come si saliva un tempo al Sacro Monte (I cavalitt de Sant’Ambroeus), in Rivista della Società Storica varesina, luglio 1971, n. 10, pp. 88-89.
  • L’origine delle Tre Croci poste sul monte omonimo presso Santa Maria del Monte, in Rivista della Società Storica varesina, luglio 1971, n. 10, pp. 90-93.
  • Antichi pellegrinaggi votivi a Santa Maria del Monte di Varese, in Rivista della Società Storica varesina, luglio 1971, n. 10, pp. 36-48.
  • S. Maria del Monte, abitanti, proprietari, mestieri dal Cinquecento all’Ottocento, in Rivista della Società Storica Varesina, aprile 1977, n. 13, pp. 157-186.

Sergio Redaelli

NOTE

(1) Giampaolo L, Breve Guida di S. Maria del Monte (sopra Varese), L’Economica, Monza 1948, p. 5.

(2) Giampaolo L., Antichi Pellegrinaggi votivi a Santa Maria del Monte di Varese, in Il nostro Sacro Monte, n. 13, 1997, pp. 16.

(3) Redaelli S., Giampaolo la voce della Storia, in Varese Focus, marzo 2013, pp. 66-68.

(4) Contini S., Il contributo di Leopoldo Giampaolo alla storiografia di Varese e del suo territorio, in Società Storica Varesina, fascicolo XXVIII, 2011, pp. 123-134.

(5) Redaelli S., Leopoldo Giampaolo la voce della biblioteca, in sacromontevarese.net, 1 dicembre 2010.

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