Amici del Sacro Monte A.P.S.

Associazione culturale fondata nel 1967

Furia e il Sacro Monte:
la bellezza di guardare in alto

di Sergio Redaelli

Gli anni passano e i problemi restano, più o meno sempre gli stessi. Lo dimostrano queste pagine pubblicate dal quotidiano IL GIORNALE degli editori Sergio Violini e Ugo Parravicini quasi mezzo secolo fa. Il quotidiano fu nelle edicole varesine dal primo dicembre 1973 al 3 settembre 1977. Provò a fare concorrenza alla Prealpina con un taglio attento a temi caldi come la Chiesa, l’aborto e l’essere cattolici, si chiese provocatoriamente che cosa fosse rimasto del fascismo nella società degli anni ‘70, monitorò le battaglie sindacali nelle fabbriche e cercò di interpretarne la spinta sociale, diede ampio spazio ai ricordi partigiani, annusò l’aria che di lì a poco

avrebbe portato a livello nazionale al compromesso storico, cioè il percorso di avvicinamento tra la democrazia cristiana e il partito comunista. E diede voce ai quartieri attraverso i consigli di circoscrizione, affrontò con taglio originale le vicende del terrorismo, mise a rumore il mondo dell’arte e le amministrazioni pubbliche con “paginate” di denuncia contro errori, inerzie e burocrazia. Si occupò anche, naturalmente, dei problemi “eterni” del capoluogo.

È il 31 agosto 1975 e compare in prima pagina un duro intervento del professor Salvatore Furia, presidente dell’associazione Amici del Sacro Monte, contro il vuoto di iniziative che colpisce il borgo montano. È un ciceroniano attacco alle istituzioni: “Santa Maria del Monte sopra Varese è un immenso crogiuolo di storia, di civiltà, di bellezze naturali e d’arte – protesta il professore - Ma è soprattutto un immenso vuoto di iniziative, abbandonato dagli uomini ufficiali della cultura, dagli uomini che “contano” ossia dai politici e dagli amministratori. Nella stragrande maggioranza essi hanno dimenticato la bellezza di guardare in alto, al di sopra delle correnti inquinanti dei personalismi, alla ricerca di valori autentici da salvare, con la volontà di testimoniare che le cose vanno meditate e programmate. Oppure dichiarate inutili”.

Il professore e le “pagelle” a politici e amministratori

Da buon polemista Furia distribuisce patenti di bravura e di negligenza: “Le autorità che promettono facilmente non fanno per noi – sibila – Le autorità che dicono sempre di sì a tutti, nemmeno. Quelle che si dichiarano disposte ad attendere il momento giusto (che non giunge mai) nemmanco. Le autorità che ci accolgono pensose ma dialogano per decidere cose concrete, queste si ci interessano. Quelle che affermano di aiutarci ma ci lasciano attendere mesi in anticamera e vanificano la nostra fiducia con la politica del “passi oggi e passi domani”, che si vantano di patrocinare ma di fatto giocano a scaricabarile, quelle poi…”.

Qual è il motivo della rabbia del professore? A ben vedere sono i problemi di sempre, quelli che ritroviamo ancora oggi. Qualche risultato raggiunto (la funicolare), qualche altro relegato nel mondo dei sogni eterni. Furia si lamenta del traffico, dell’inquinamento luminoso, della mancata tutela dell’ambiente. E d’accordo con l’amico e collaboratore Carlo Alberto Lotti e con l’editore Violini, studia una scheda da pubblicare una tantum in un inserto speciale sul GIORNALE e, tutti i giorni, nelle pagine di cronaca.

Il questionario per i cittadini sulle pagine del giornale

Si tratta di un questionario che pone ai lettori domande anagrafiche (generalità, domicilio, numero di telefono, professione) e li interroga su specifici temi: 1) Come intende risolvere il problema dei trasporti pubblici al Sacro Monte e al Campo dei Fiori? 2) Ritiene proponibile il ripristino delle funicolari come mezzi non inquinanti di risalita? 3) In alternativa quale altro mezzo propone? 4) Chi deve intervenire: la Regione, la Provincia, il Comune, l’ente privato? Non conosciamo l’esito del questionario. Di certo contribuì a tenere desta l’attenzione sul gioiello che all’epoca non era ancora tutelato dell’Unesco.

Il professor Furia ha lasciato in eredità a Varese la Cittadella di Scienze della Natura e i tanti gioielli di cui si compone, l’osservatorio e il centro meteorologico, la stazione sismica che fa parte della rete dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, la cupola astronomica che alloggia il telescopio utilizzato per le ricerche e le misurazioni di asteroidi e comete, il parco regionale del Campo dei Fiori che fortemente volle già dagli anni ‘60.

Fu il principale promotore del Parco Regionale del Campo dei Fiori, istituito nel 1984 e tra i fondatori dell’associazione Cielo Buio nel 2000 per tutelare la bellezza dell’arco stellato e risparmiare energia. Giornalista, divulgatore scientifico e quotidiana voce radiofonica del bollettino meteorologico dai microfoni del Gazzettino Padano, promosse la formazione del parco del Ticino, del parco delle pinete a Tradate e del parco circumlacuale del lago, sostenne il recupero del Sacro Monte e il ripristino delle funicolari. Nel 1967 fondò l’associazione degli Amici del Sacro Monte, che presiedette dal 1969 al 1980.

La storia del quotidiano di Violini e Parravicini è raccontata nel libro “IL GIORNALE 1973-1977 Una voce alternativa” edito in dicembre da Macchione (350 pagine, 30 €).

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