
All'inizio del viale del Rosario, davanti al maestoso arco che precede la Prima Cappella e al termine della salita, in prossimità della statua del Mosè, un cartello della Parrocchia del Sacro Monte invita i visitatori al rispetto di elementari norme richieste da un percorso di fede destinato soprattutto ai pellegrinaggi e alla recita del Rosario.
La brevità del messaggio, facilmente memorizzabile, è contenuta in due frasi:
La cosa evidentemente non interessa quei proprietari di auto che anche nei giorni feriali, nonostante la presenza di numerosi parcheggi liberi, preferiscono parcheggiare in prossimità dei bar e ristoranti panoramici del Sacro Monte, calpestando e rovinando il costoso lavoro di restauro dei gradini della rizzada che, partendo poco dopo il cancello d'ingresso del Museo Pogliaghi, salgono fino alla grande statua del Mosè.
Aver tolto una catena per consentire l'accesso solamente ai fornitori di servizi per i locali della zona, non impedisce ai soliti menefreghisti di disattendere il divieto di parcheggio.
Coloro che rivendicano la necessità di parcheggiare accanto al luogo di lavoro dovrebbero ricordare che ci sono migliaia di persone che non hanno la stessa pretesa all'interno di quartieri con uffici e negozi, forse perchè, in città, il passaggio di controllori della sosta sanziona l'inosservanza del divieto di parcheggio.
Non è raro incontrare cultori della mountain bike che si cimentano lungo i due chilometri del percorso.
Altri frequentatori che ignorano elementari norme di rispetto sono quei proprietari di cani di ogni taglia e qualche dogsitter che ringraziano l'accogliente ospitalità del viale lasciando che gli escrementi dei loro animali si uniscano a innumerevoli mozziconi e pacchetti vuoti di sigarette, bottigliette o lattine, fazzolettini di carta o involucri di caramelle.
Basterebbe un po' di educazione e di rispetto per gli altri depositando questi sgraditi regali nei contenitori di rifiuti posti accanto ad ogni cappella.
Domenico De Maria
