Amici del Sacro Monte

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Il Premio Ecologia sarà intitolato a Salvatore Furia - di Sergio Redaelli

Furia“Dedicargli una strada? Un giardino? No, stiamo pensando a qualcosa di più duraturo. L’amministrazione comunale di Varese intitolerà al professor Salvatore Furia il Premio Ecologia che egli stesso aveva creato quarantatre anni fa”. L’annuncio del vicesindaco Daniele Zanzi strappa un applauso al pubblico che affolla la sede degli Amici del Sacro Monte, in piazza Pogliaghi, per ricordare il “poeta delle stelle” a sei anni dalla morte (12 agosto 2010). L’incontro, introdotto dal presidente Ambrogina Zanzi che l’ha organizzato, è un omaggio all’uomo che ha lasciato in eredità ai varesini la Cittadella di Scienze della Natura e i tanti gioielli di cui si compone ma, prima di tutto, che ha educato generazioni di allievi alla bellezza, al gusto del mistero e al rispetto della natura. Un lascito educativo per il quale ebbe la medaglia d'oro del Ministero dell'Istruzione.

In sala si proiettano immagini degli anni sessanta e settanta scattate dal fotografo Antonio Zaffaroni e una video-confessione registrata poco prima che il professore morisse, postata da un ignoto ammiratore su Internet. E’ una testimonianza commovente: “Che cosa mi dà soddisfazione? La gente comune che guardando nel telescopio si lascia sfuggire un “oh” di meraviglia”, confessava l’anziano maestro. E ancora: “La Cittadella delle scienze non è stato un miracolo, è costata fatica e dolore. Portare la gente sulla montagna a stupirsi ammirando le stelle non era possibile senza la strada e allora mi sono detto: la strada la costruisco io. E per realizzarla, con l’aiuto di tanti volonterosi allievi, ho fatto il minatore, sparavo le mine, usavo il badile”.

Il professor Furia aveva molte anime e mille interessi. Era “lo scienziato fai da te”, come dice il giornalista Gianni Spartà, “che leggeva le previsioni del tempo al Gazzettino Padano come fossero poesie”. Ma è stato anche il paladino dell’ecologia che per denunciare l’inquinamento del lago di Varese non esitava a raccogliere i liquami dal lago e a scaricarli con il trattore in piazza Monte Grappa, sotto il naso degli amministratori pubblici.

“Fu un pioniere della tecnologia – ricorda il fisico Paolo Valisa che ha preso il posto di speaker delle previsioni del tempo – divulgò le prime immagini dello spazio in bianco e nero scattate dal satellite, studiò i poli di rischio del territorio, le frane, le alluvioni, approfondì il fenomeno dell’inquinamento luminoso, raccolse dati sulle polveri sottili, cambiò la Protezione Civile”.

I ricordi degli amici e le testimonianze di gratitudine si succedono: “Ci educava al senso civico”, rivela il sindaco di Masciago Primo Vincenzo Maffei che qualche mese fa gli ha intitolato un sentiero naturalistico in Valcuvia. Don Adriano Sandri, parroco di Velate in possesso di un’inconsueta laurea in scienze naturali, rievoca i lontani giorni in cui si lasciò contagiare dalla passione di Furia e Vanni Belli esprime l’orgoglio di essere il presidente della società astronomica Schiaparelli, uno dei fiori all’occhiello del professore: “Varese deve diventare un punto di riferimento internazionale nella tutela e valorizzazione dell’ambiente“.

C’è tempo per leggere una lettera di Giuseppe Zamberletti con il quale collaborò a fondare la Protezione Civile (“Mi fu vicino con i consigli dopo i terremoti in Friuli e in Irpinia”) e il geometra Augusto Caravati rende onore all’amico e collaboratore di tante iniziative al Sacro Monte e al Campo dei Fiori.

Le fotografie rimandano le immagini di una vita laboriosa. Nel ‘75 guidò cinquecento volontari nella pulitura dei tracciati delle funicolari. Nel 1980 coordinò gli aiuti dal Varesotto per il terremoto in Irpinia. Fu il principale promotore del Parco Regionale del Campo dei Fiori, istituito nel 1984 e fondò con altri nel 2000 l’associazione Cielo Buio per tutelare la bellezza dell’arco stellato e risparmiare energia.

A poco più di un anno dalla morte, nel 2011, la Cittadella di scienze della natura è stata formalmente intitolata a Salvatore Furia scoprendo la targa a 1200 metri d'altitudine e gli è stato intitolato un asteroide, del diametro di circa tre chilometri, che orbita nella fascia tra Marte e Giove. Palazzo Estense gli ha conferito la Martinella del Broletto, la massima onorificenza cittadina per l’attività culturale e scientifica.

Il professore è sepolto sulla Cima Paradiso e oggi l’attività continua nel suo nome aprendo le porte della Cittadella alle scuole e ai visitatori per le osservazioni del sole e del cielo stellato, con le visite al giardino, le iniziative Tra Cielo e Terra, le serate estive al Sacro Monte, a Villa Toeplitz e le conferenze a Varese.

Sergio Redaelli

 

Conversazioni al Sacro Monte - Ricordando il prof. Salvatore Furia
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