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22 giugno 2019. Conversazione con Luca Buzzi: "Asteroidi: un pericolo per la terra?" (di Mariella De Bernardi)

Luca Buzzi Pericolo AsteroidiDopo il successo riscosso lo scorso dicembre con l'interessante conferenza sulla cometa di Natale, Luca Buzzi, ricercatore dell'Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori, è tornato nella nostra sede per parlarci questa volta di asteroidi e della loro potenziale pericolosità per il nostro pianeta.

Gli asteroidi si sono formati circa 4 miliardi di anni fa quando, per condensazione di una nube eterogenea, ha avuto origine il sistema solare. Possono avere natura rocciosa o essere corpi ghiacciati che, passando più volte vicino al sole, danno poi origine alle comete.

La forma degli asteroidi è variabile, come pure le loro dimensioni (dai pochi metri a centinaia di km), e viene misurata con telescopi o radiotelescopi. La differenza tra asteroidi e stelle, che al telescopio possono sembrare uguali, consiste nel fatto che le stelle sono fisse, non si muovono, mentre gli asteroidi sono corpi in movimento. L'unico modo che abbiamo per scoprirli è fotografare più volte a intervalli di tempo regolari una porzione di cielo e scoprire se qualcosa si è mosso. Questa mappatura deve essere effettuata per tutta la volta terrestre. All'Osservatorio del Campo dei Fiori, Luca Buzzi gestisce, tra l'altro, il programma scientifico di monitoraggio degli asteroidi, che ha portato la struttura a collocarsi tra i primi osservatori al mondo per l'osservazione di questi piccoli corpi celesti. Una curiosità: l'asteroide numero 6517 è stato dedicato proprio a Buzzi.

Il 98% degli asteroidi si trova nella zona compresa tra i pianeti Marte e Giove.

Il primo a scoprire un asteroide fu il gesuita padre Giuseppe Piazzi, direttore dell’osservatorio di Palermo, nel 1801. Dal 1801 al 1898 ne furono scoperti numerosissimi altri, posizionati alla stessa distanza dell’asteroide scoperto da Piazzi, fino ad arrivare a 20.000 circa.

I più pericolosi per la terra sono quelli di grande diametro, perché i più piccoli normalmente si disintegrano al contatto con l'atmosfera terrestre. Anche recentemente si sono avuti impatti di asteroidi con la terra, con caduta di detriti più o meno grandi (nel 2008 e nel 2013), ma le collisioni possono avvenire solo se l'orbita di questi corpi celesti si interseca con quella terrestre

I danni che asteroidi di grandi dimensioni possono provocare sono catastrofici, basti pensare all’estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni fa, causata dall'impatto di un enorme asteroide che cadendo sollevò un'impressionante nube di polvere e altri materiali che oscurò il sole per lungo tempo, ricoprendo poi tutta la terra e provocando la morte di ogni essere vivente. Solo le creature marine poterono salvarsi.

Non c'è modo di evitare la caduta di un asteroide sulla terra: se si tratta di un oggetto di grandi dimensioni e la sua traiettoria è prevedibile, si può solo cercare di evacuare tutta la zona interessata dall'impatto ma non molto di più. Attualmente, esistono studi congiunti tra le agenzie aerospaziali americana ed europea volti a capire come cercare di deviare la traiettoria di questi corpi celesti in caduta verso la terra. Siamo però ancora agli inizi.

Possiamo tuttavia asserire che il pericolo più grande per noi oggi sia rappresentato dai cambiamenti climatici: la situazione è quasi giunta a un punto di non ritorno e corriamo il rischio che la tendenza al riscaldamento globale diventi inarrestabile. La speranza è che i grandi della terra si convincano della gravità della situazione e prendano presto drastici provvedimenti. In caso contrario, la specie umana potrebbe davvero non sopravvivere, considerando che non abbiamo a disposizione un pianeta B su cui migrare.

Ringraziamo ancora Luca Buzzi per la conversazione proposta che ha entusiasmato i presenti. Per la prossima stagione, cercheremo di organizzare una visita in notturna per i Soci all’Osservatorio del Campo dei Fiori per osservare insieme le meraviglie del cielo.

 

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