Amici del Sacro Monte A.P.S.

Associazione culturale fondata nel 1967

Sergio Redalli

Logo Notizie asmv1

Il giornale, la poesia e il Sacro Monte (di Sergio Redaelli)

Elena Ciuti, direttrice del Corriere del Verbano,
pubblica la sua prima raccolta di poesie in cui spicca, tra gli altri, il tema della ricerca del sacro.

La direttrice poetessa Elena CiutiAlla ricerca del sacro. Un’esigenza intima e spirituale, strettamente personale. Ognuno la sente alla propria maniera. Chi raccogliendosi in se stesso, chi vivendola in mezzo agli altri con un pellegrinaggio, chi cercandola nella vita di tutti i giorni. Elena Ciuti, giornalista e poetessa, fa parte di quest’ultima categoria. Dirige da molti anni il settimanale Il Corriere del Verbano, fondato nel 1879 a Luino dal trisnonno Francesco Branca e ha da poco pubblicato, dopo due romanzi, la prima raccolta di poesie (Acque Fossili, Piero Manni Editore, 79 pp., € 14). Dove quest’ansia si avverte in ogni pagina.
“Dal sacro preferisco farmi sorprendere – rivela - La fede per me è ricerca del divino e la puoi trovare salendo al Sacro Monte di Varese o sentendo le campane alla stazione di Napoli che penetrano i fischi dei treni e benedicono una città gioiosa e desolata. Anche a Cannobio, sul lago Maggiore, c’è una Madonna miracolosa dove mi piace andare. Le chiese sono luoghi per seguire riti precostituiti, per consolare e riflettere tutti insieme. Ma io amo l’atto spontaneo di una solitaria visita ai miei genitori al cimitero, di una sosta a S. Pietro in Campagna quando non c’è nessuno, di un pomeriggio trascorso al museo Pogliaghi lasciandomi travolgere dalla bellezza. Non ho ancora visto la cripta del santuario dopo i lavori di restauro e mi riprometto di andarci presto”.

La poesia compensa le emozioni che non controlli

Tornano alla mente le parole di don Angelo Corno, arciprete qualche anno fa a S. Maria del Monte: “I santuari – diceva - sono luoghi di serenità interiore e i pellegrini vi salgono cercando gli antidoti agli idoli del potere e della ricchezza che oggi vanno per la maggiore”. Ma ognuno, ha ragione la poetessa, vi cerca ciò che vuole in assoluta libertà. Laureata in pedagogia alla Cattolica di Milano, Elena Ciuti ha studiato filosofia morale con il professor Adriano Bausola e ne apprezzava i vasti orizzonti: “Spiegava Sant’Agostino accanto al cattolicesimo liberale di Antonio Rosmini e a Sartre padre dell’esistenzialismo. Un’apertura mentale di cui gli sono grata”.
Il giornalismo e la poesia sembrano due mondi lontani e per certi versi inconciliabili. La spietata crudezza di un reportage sul luogo di un incidente, la fretta di scrivere, l’ansia di rispettare i tempi della chiusura. Dall’altra parte il pudore dei sentimenti, la delicatezza d’animo, l’ascolto del silenzio. La direttrice-poetessa ammette che la distanza esiste: “Non ho mai pensato di creare una rubrica sul giornale per questo genere di componimenti letterari, la poesia ha bisogno di propri ambiti e spazi. Ma i punti di contatto esistono. Scrivo da quando avevo dodici anni, la poesia è la compensazione delle emozioni che non controlli, è la scoperta della vita reale. Questa raccolta è compresa fra il 2007 e il 2013 e chiude un doloroso periodo personale legato alla morte di mia madre. È poesia quasi in prosa. Mi piace scrivere in uno spazio arioso senza regole. Amo il verso libero, rifuggo dal sonetto e dall’endecasillabo”.

Un arcaico pensiero filosofico e cristiano

La poesia è per lei linfa e movimento: “È la libertà di muoversi nelle acque materne in cui siamo stati generati – spiega – acque fossili perché rappresentano il sedimento della vita. Ed è molte altre cose, è rivelarsi e auto-psicanalizzarsi, ricercare il senso dell’esistenza, relazionarsi con la memoria interiore, raccontare l’amore che lenisce le ferite e l’angoscia, è indagare tra ciò che è reale e ciò che è metafisico”.
Ritorna la figura della madre in un arcaico pensiero filosofico e cristiano di reincarnazione. Scrive in Farfalla d’Ischia: “Di pizzo e di piume. La notte ha lasciato acqua e rivoli, il sole non ne viene a capo. È a bagno il parchetto con le palme mangiate dal Punteruolo rosso – moriture – le cicas, i petali rossi, i pistilli gonfi di crepuscolo ancora… Di pizzo e piume, di giallo che vaga nel bianco, una farfalla si scosta. Era sulla mia spalla? Sulla nuca? Su un braccio? Certo eri su di me, a farmi compagnia, a curiosare, a proteggermi… di pizzo e piume, sbarazzina, bambina… sei tu. Ti trovo ovunque dacché sei partita… Sei tu. Si, sei tu, tessuta di pizzo e piume, le ali e il dorato dorso di farfalla”.
Cresciuta sulle sponde del lago Maggiore caro a Vittorio Sereni e a Piero Chiara, Elena Ciuti ha conosciuto Alda Merini e la considera una scrittrice che fonde insieme la poesia e il racconto. Uno stile che le è congeniale: “È una donna che si lascia osservare, che si offre con generosità pur nell’asprezza del carattere – spiega - Un’interprete splendida ed enigmatica”.

I quadri sono la versione pittorica della poesia

Il lavoro di giornalista al Corriere del Verbano significa la continuità con la famiglia che da quattro generazioni dirige il settimanale, oggi in versione esclusivamente online. Quasi un obbligo morale. E’ stata proprio l’attuale direttrice a condurre la transizione dal cartaceo al digitale. Ma al di là del mestiere d’informare, le è rimasto dentro qualcos’altro da esprimere di intimo e spirituale: “Mi sarebbe piaciuto insegnare in una scuola per ragazzi in difficoltà – confessa - e oltre a scrivere poesie amo dipingere. I quadri e gli allestimenti con materiali poveri e di riciclo, olio, smalti, cera e metalli sono la versione pittorica e scultorea della poesia”.
Anche nei quadri ricorrono i temi rassicuranti dell’amato lago, della famiglia e quelli dolorosi e intimi della perdita della madre e della ricerca di se stessa. Elena Ciuti conclude in Vendemmia: “Accantono i fogli, vado, altre faccende avanzano: uso per la vita i mezzi mozzi che il Signore mi concede, tanti gessetti spezzati e sfregugli di pastelli, biro secche. Mi arrangio, segregati i disturbi, e qualcosa esce sempre, non perdo la pazienza anche se la via non è olio che cola”.

ozio_gallery_nano



 

Virtual Tour del Sacro Monte

percorso virtuale sacro monte

Il “Percorso Virtuale del Sacro Monte di Varese” è stato realizzato e sviluppato da Andrea Vallini (InspiringOutdoor) su commissione dell’’Ente Parco Regionale Campo dei Fiori

Noi su Facebook

Noi su Youtube

Logo youtube1

I nostri sponsor

i nostri sponsor

WiFi al Sacro Monte

Varese internet one

RMFONLINE

logoleviestoriche

Logo sacromontedivarese

 

 

LogoSacrimonti

logo pogliaghi

parco campo dei fiori

Radio Missione Francescana

RomiteLogo

LogoMuseoBaroffio

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Si rende noto che la prosecuzione della navigazione, come anche lo specifico click sul tasto "Accetto", comporta in ogni caso la prestazione del consenso all’uso dei cookies tecnici. Per saperne di più sui cookie, vedere la pagina Informazioni.

  Accetto i cookies da questo sito.
EU Cookie Directive Module Information