Amici del Sacro Monte A.P.S.

Associazione culturale fondata nel 1967

Sergio Redalli

Pietro Macchione e il Sacro Monte (di Sergio Redaelli)

Pietro MacchioneIn omaggio a Pietro Macchione, recentemente scomparso, pubblichiamo questo articolo che l'amico giornalista Sergio Redaelli ha voluto regalarci, che ne traccia un bel ritratto a tutto tondo ricordandone l'amore per il Sacro Monte attraverso i testi da lui pubblicati.

 

Pietro Macchione, lo scrittore ed editore scomparso il 19 gennaio 2026, lascia in eredità – è il caso di dire - una “montagna” di libri sul Sacro Monte. In trent’anni di attività editoriale e in oltre mezzo secolo di ricerche, studi, libri e articoli scritti da quando giunse a Varese dalla nativa Calabria nel 1971, ci consegna un importante contributo di approfondimento sulla storia di quello che Carlo Alberto Lotti considerava il centro storico seicentesco di Varese.
È difficile indicare un preciso numero di opere. Se ne possono ricordare alcune tra le più importanti sullo specifico tema del Sacro Monte scegliendo fra decine di volumi che Macchione divulgò a Varese scandagliando la storia locale, l’industria, l’economia, il teatro, l’arte e i romanzi gialli. La sua vasta produzione nella doppia veste di autore e di editore aiuta a capire perché l’associazione La Varese Nascosta e la testata giornalistica “VareSempre”, diretta dall’ex caporedattore della “Prealpina” Fausto Bonoldi, hanno chiesto l’iscrizione di Pietro Macchione nel Famedio di Giubiano riservato ai cittadini benemeriti. Una richiesta assolutamente giustificata a cui l’Associazione degli Amici del Sacro Monte, la testata giornalistica “Il nostro Sacro Monte” e il sito online che ospita questo articolo aderiscono senz’altro.
Da autentico fuoriclasse, Macchione era sempre alla ricerca di nuove sfide da lanciare, di opere inedite da pubblicare, di originali orizzonti da aprire, di tesori nascosti da riportare alla luce. Indagando a tutto campo.

L’ULTIMA SFIDA
Lo si evince dal messaggio che lanciò a scrittori e storici volonterosi intervenendo nel 2021 alla presentazione a Palazzo Estense del libro “Il Giornale 1973-1977, una voce alternativa”, da lui edito: “La storia di Varese dal 1950 in poi non è stata ancora scritta, tranne breve cenni. È un periodo di grandi tensioni, di grandi passioni, di grandi conquiste civili e sociali ma anche di profonde lacerazioni nella storia cittadina e italiana. Ho già chiesto a diversi autori varesini di farlo, ma è un’impresa difficile. Mi auguro che qualcuno, un giorno o l’altro, si decida ad affrontare l’impegno. Magari lavorandoci a più mani, si potrebbe creare un’opera importante che oggi manca”. Una sfida, forse l’ultima, che dimostra l’ansia di riempire ogni nicchia di conoscenza e di cultura che riguarda il territorio.
Restringendo l’attenzione a S. Maria del Monte, possiamo ricordare il bel volume “Sacro Monte di Varese. Le cappelle, il santuario, il monastero, il borgo” del 1997, ristampato più volte (nel 1999 in lingua tedesca) fino al 2017 con un’edizione cartonata e arricchita da nuove fotografie e aggiornamenti sulle recenti scoperte: il borgo romano e la cripta. Il fascino del libro sta nelle immagini realizzate da Franco Restelli nelle diverse stagioni dell’anno e nel percorso dettagliato con cui Paola Viotto guida il visitatore lungo il viale delle cappelle, il borgo e il santuario. Oltre alle bellezze paesaggistiche e architettoniche, alla maestosità delle statue e degli affreschi, protagonisti assoluti del percorso fotografico sono i pellegrini che ogni giorno da tre secoli salgono al santuario e all'antico borgo.
Allo stesso genere di libro-strenna d’arte appartengono “Immagini dal Sacro Monte” del 2007 con gli scatti in bianco e nero del “genius loci” Vivi Papi e della vedova Annamaria Fumagalli e nel 2013 “Sacri Monti d'Italia e Svizzera” a firma ancora del fotografo di Albizzate Franco Restelli e di Rosalba Franchi, insegnante, giornalista e autrice del sito viestoriche.net con il marito Dario Monti. L’ elegante volume di oltre 250 immagini racconta i Sacri Monti lombardi, piemontesi e del Canton Ticino con un’incursione in Toscana.

LA COLLANA DELLE GUIDE
Paola Viotto, scrittrice e docente di storia dell’arte al liceo classico Cairoli, è un punto di riferimento per l’editore varesino e realizza altri libri per la casa editrice di via Salvo D’Acquisto. Il suo “Sacro Monte di Varese” appartiene alla fortunata collana delle Guide Macchione. Con questo titolo la Viotto esce in due diverse edizioni. La prima nel 2007 con la propria firma. La seconda, nel 2014, insieme a Chiara Zangarini e ad Eugenio Manghi, si sofferma sulle antichità archeologiche, sui musei Baroffio e Pogliaghi, sulle attività ricettive e sul Monte Tre Croci.
Nel 2004 Macchione affida ai lettori un’altra guida di centosettantacinque pagine che esplora il patrimonio culturale, storico e devozionale del Sacro Monte, sito Unesco dal 2003, attraverso la memoria e le tradizioni locali. S’intitola “Con i nostri nonni al Sacro Monte di Varese” ed è scritta da Giovanni Trotta, membro storico dell’associazione Amici del Sacro Monte. Nello stesso anno, pubblica la maneggevole guida in italiano-inglese “Sacro Monte di Varese. Itinerari di fede e arte” sempre a cura di Gianni Trotta.
Non solo libri moderni. Ci sono opere antiche che meritano di essere rilette e nel 2016 l’editore cura personalmente la riedizione della “Guida al santuario di Santa Maria del Monte sopra Varese” del bolognese Giovanni Antonio Antolini (1753-1841) che fu uno dei più celebri architetti al tempo di Napoleone, amico e rivale di Luigi Canonica, di Luigi Cagnola, di Giuseppe Zanoja e di altri protagonisti del rinnovamento urbanistico di Milano. Antolini era anche teorico e studioso di architettura e in tale veste si occupò del Sacro Monte di Varese, descrivendone il santuario e le cappelle nel volume pubblicato a Milano nel 1823 da Antonio Lamperti. Fu la prima, vera Guida con dichiarate finalità divulgative e turistiche sul Sacro Monte. Trent’anni dopo, nel 1851, le sue osservazioni costituiranno la base della Guida pubblicata da Giuseppe Rainoldi a Varese.
Già nel 1997 – a proposito dei tanti studi anonimi compiuti sulla montagna sacra nei secoli passati, delle ottocentesche guide illustrate e pubblicate senza firma, dei depliants turistici, delle mappe, delle stampe d’epoca e dei Grand Tour che dedicavano pagine al Sacro Monte - Macchione aveva curato la riedizione del “Viaggio da Milano ai tre laghi Maggiore, di Lugano e di Como” svolto nell’800 dal naturalista Carlo Amoretti, a cura di Roberto Fassi e Franco Massara. Nel 2018 nuova edizione, a cura di Claudio Tognozzi.

RELIGIOSITA’ E THRILLING
In un’intervista a Radio Missione Francescana, l’editore spiegò che il tema dei Sacri Monti funziona nei libri perché unisce più valenze, la visita d’arte, la fede, l’ambiente, la tradizione, il riconoscersi nel territorio documentato da tre secoli di storia e percorso in lungo e in largo delle processioni devozionali. Il tema religioso, sosteneva, avvicina a Dio attraverso molte strade, compresi i libri.
Emigrato a Varese per amore della pittrice Manuela Vasconi, Macchione ha servito la città per diciotto anni dagli scranni del consiglio comunale e ha concluso l’attività amministrativa come assessore all’urbanistica negli anni ’90. È stato sindacalista della Cgil, iscritto al Partito Comunista da cui è stato espulso due volte e giornalista, a lungo collaboratore della Prealpina. Nel 1994 ha fondato la casa editrice che per oltre trent’anni ha dato la possibilità a molti varesini di scrivere e raccontare storie, luoghi e sentimenti. “Io leggo tutto prima di pubblicare – ammetteva sorridendo - Sono un talent scout non soltanto di giovani, ma anche di anziane promesse”.
Una chicca preziosa, nel 2010, è “Verso il Sacromonte. Scritti, poesie e disegni” di Marcello Novario, partigiano rocambolescamente fuggito dall’ospedale di Circolo facendola in barba alla milizia fascista e amico del giovane seminarista Pasquale Macchi, che lo nascose per un mese nella propria casa in via Parravicini, complici il fratello Carlo e l’intera famiglia. Il volume spazia nella politica e nell’arte. Una suggestiva cartolina antica del Sacro Monte, timbrata e viaggiata, figura nella copertina di “Varese bella e indimenticabile” che Pietro Macchione cura per la serie I Diamanti nel 2013. Il libro aiuta a scoprire aspetti antichi della città attraverso testimonianze, descrizioni e immagini d’epoca, con una scelta di affascinanti cartoline.
Dello stesso anno è “Delitto al Sacro Monte” che inaugura con successo la nuova collana dei gialli territoriali, thriller polizieschi che raccontano le località in cui si svolgono: “Prendere spunto da un territorio è un’idea vincente – ammetteva l’editore – a patto di descrivere con accuratezza i luoghi in cui il lettore si può riconoscere”. Il viale sacro a tinte noir ritorna nel 2016 con “La donna sapiente e il delitto della decima Cappella” di Roberta Lucato.

RAPPORTI CON IL VATICANO
Al 2017 risale “Piccoli misteri del Sacro Monte di Varese” di Roberto Caronno che fornisce indizi per decifrare frasi, interpretare intrecci di linee e figure massoniche, comprendere allegorie visitando il Sacro Monte. È una sorta di gioco che svela gli enigmi nascosti in secoli di credenze popolari.
Nell’ultimo decennio l’editore intensifica la produzione e nel 2016 sforna “I Papi di Santa Maria del Monte. Storie di fede e di potere dai tempi di Ambrogio a papa Francesco” di Sergio Redaelli. Il libro ricorda i ventisei pontefici che hanno lasciato un segno più o meno importante sulle vicende di Santa Maria del Monte, del santuario, del monastero e della Via Sacra con bolle, brevi e provvedimenti amministrativi. Nel 2017 è la volta di “Viaggio in drone al Sacro Monte di Varese” di Eugenio Manghi che offre al lettore la vista del Sacro Monte e del panorama prealpino come lo vedrebbe un nibbio sorvolando una cappella in una mattina di primavera. Le foto sono accompagnate dalle descrizioni di Paola Viotto con la traduzione in inglese di Susi Clare.
Del 2021 è “Villa Toeplitz di Varese” di Bruno Belli che analizza uno dei massimi esempi di eclettismo architettonico nel rione di S. Ambrogio Olona. Lo stile si riflette nel parco che è considerato tra i dieci più belli d'Italia grazie ai giardini, alle fontane scenografiche e ai giochi d'acqua “musicali”.
Ancora all’arte è dedicato nello stesso anno “Varese, trionfo del liberty” di Gian Franco Ferrario che cataloga le presenze floreali del territorio varesino, dalla birreria Poretti di Induno Olona, adagiata ai piedi del Sacro Monte, alle ville, al Palace Hotel nato su modello delle case di cura svizzere e austriache celebrate dalla letteratura mitteleuropea, ai cimiteri di Giubiano e di Gallarate. Nel 2024 va infine in libreria il “Domenichino del Sacro Monte di Varese” di Carla Tocchetti, un’inedita e documentata ricostruzione storica della breve esistenza di Domenico Zamberletti morto nel 1950 a soli tredici anni in concetto di santità.

 



 

Virtual Tour del Sacro Monte

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Il “Percorso Virtuale del Sacro Monte di Varese” è stato realizzato e sviluppato da Andrea Vallini (InspiringOutdoor) su commissione dell’’Ente Parco Regionale Campo dei Fiori

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