
In vista del concerto di domenica 27 ottobre alle 15,00 in Santuario al Sacro Monte, pubblichiamo il contributo che il musicologo varesino Bruno Belli ha elaborato per presentarlo e ci ha gentilmente donato. Grazie di cuore!
Dal Sacro Monte di Varese al campo base dell’Everest, dai villaggi walser alpini alla Terra del Fuoco in Patagonia, dalle Dolomiti a Mosca e S. Pietroburgo: una passione per la fotografia tutta da raccontare.
E’ lo “storico” ufficiale di Albizzate. Solo che la storia del suo paese la racconta con le immagini. Ritratti di persone, vecchi cortili, fregi alle finestre dei palazzi e decorazioni sulle facciate delle chiese, simboli religiosi, feste patronali. Nulla sfugge al suo obiettivo, quasi che la macchina fotografica sia il prolungamento degli occhi. Franco Restelli, 80 anni, nato in casa “come usava una volta”, sposato con Angela Caruggi ex maestra di Bosto, padre di Cristina e nonno di Federico, ha lavorato trentasei anni alla Banca Industriale Gallaratese tra Albizzate e Varese. E ha seguito un corso di fotografia di Eugenio Manghi scoprendo, da autodidatta, la passione della vita.
“Con i primi scatti mi è venuta la voglia di viaggiare – confessa - ho infilato gli scarponi da montagna e sono salito in alta Val Badia a caccia di chiesette sperdute tra i boschi e sul monte Rosa in bilico sulla cresta di sud-est, sul Cervino, sul Bernina, sullo Stelvio, in Val d’Aosta sulle tracce dei Walser. Poi nel 1990 ho letto su Lo Scarpone che una guida alpina di Chiavenna, Guido Lisignoli, organizzava una spedizione in Nepal. Mi sono aggregato ed è stato bellissimo. Pagandomi le spese ho affrontato la salita al campo base dell’Everest, in autunno, quando il tempo si stabilizza dopo il monsone ed è più facile respirare. Che cosa mi ha spinto? Il desiderio di documentare ciò che scoprivo, di fare partecipi gli altri di quelle incredibili emozioni. In montagna non ho mai corso pericoli. Ho provato invece tanta gioia”.