Le notizie arrivano in redazione da sole, ma è giusto che un quotidiano si limiti ad aspettarle senza mettere in cantiere inchieste e approfondimenti? Se ne è parlato il 10 giugno nella sede degli Amici del Sacro Monte in occasione della conferenza del direttore della Prealpina, Maurizio Lucchi, sul tema “Il mestiere del giornalista ha un futuro? Qual è il ruolo del cronista in un mondo dove le notizie sono dominio di chiunque?”. Argomento intrigante in una piazza come Varese dove La Prealpina la fa da padrona, da sempre, insidiata da competitor agguerriti e volonterosi che si battono contro il colosso fondato nel 1888 da Giovanni Bagaini. Un giornale i cui punti di forza sono i tanti collaboratori sparsi sul territorio che assicurano il quasi monopolio dell’informazione e tradizionalmente i necrologi.
Sullo sfondo i gravi problemi che affliggono la carta stampata in Italia e nel mondo e che hanno tenuto banco nei giorni scorsi al convegno di Torino per i 150 anni del quotidiano La Stampa. All’ordine del giorno il crollo delle copie vendute, l’assalto delle fake news online, la (in)sostenibilità del mercato, la concorrenza selvaggia delle piattaforme Facebook e Google, il baluardo della professionalità predicata da Carlo De Benedetti, presidente onorario del gruppo Espresso-Repubblica e il ruolo di guida che i giornali devono assumere con la qualità dei commenti, l'esempio virtuoso del gruppo giapponese Nikkei che limita i danni del calo della pubblicità puntando sugli abbonamenti. Tenuto conto, come dice John Elkann proprietario della Stampa, che “il buon giornalismo non è gratuito e per averlo i lettori devono pagare”.
Domenica 26 marzo 2017, si è svolta, presso la sede sociale, la consueta assemblea annuale dei Soci. La presidente Ambrogina Zanzi ha tenuto la relazione morale elencando le numerosissime manifestazioni degli ultimi anni. Successivamente è stata data lettura per l'approvazione del bilanci consuntivo e preventivo e da ultimo si è passati alle votazioni per il rinnovo delle cariche sociali.