Buon 25 aprile.
Il sole era già alto quella mattina e brillava come non mai nel cielo azzurro e terso.
Il Sacro Monte, sotto quei raggi vividi, aveva un che di magico.
Eppure era sempre lì, al suo posto.
Lo vedeva ogni mattina, appena sveglia; il suo sguardo lo raggiungeva come fosse un inconscio appuntamento con un innamorato.
Carissimi Soci,
il periodo che ci troviamo a vivere è insieme tragico e surreale: chi avrebbe mai pensato che, nel 2020, saremmo stati catapultati in un mondo congelato, in balìa di un nemico invisibile ma letale, che ci costringe a casa (se siamo fortunati e restiamo sani) e sconvolge le nostre abitudini, con tanto tempo a disposizione? L'unica speranza è che tutto questo tempo in più ci aiuti a riflettere e a distinguere le vere priorità, a capire cosa è davvero importante e necessario, e cosa è invece futile, dispersivo, persino dannoso. Sarebbe un buon punto di partenza per quando riprenderemo la nostra solita vita, anche se non proprio subito e non proprio come prima. Ne gioveremmo tutti, la nostra società, il mondo intero. Utopia? Forse. Ma la speranza c'è ed è concreta.