Amici del Sacro Monte A.P.S.

Associazione culturale fondata nel 1967

"Quali sono i principali libri stampati nel corso dei secoli che parlano del Sacro Monte? Ecco una selezione curata da Sergio Redaelli che racconta anche la vita di chi li ha scritti.

Buona lettura."

La Presidente
Maria Rosa Bianchi

 



Ultimo articolo pubblicato: "Furia e il Sacro Monte: la bellezza di guardare in alto, freccia


 

Risalendo le Cappelle in portantina

Chi era il nobile Gasparo Ghirlanda (1752-1831), avvocato e storico austriacante” che scrisse le Compendiose notizie di Varese e del Sacro Monte

Il prezioso volumetto Compendiose notizie di Varese e de’ luoghi adiacenti compreso il Santuario del Monte appartiene ai prontuari più antichi di S. Maria del Monte. Lo scrisse poco più di duecento anni fa il facoltoso avvocato Gasparo Ghirlanda, latifondista milanese trasferitosi a Varese, poeta e collezionista d’arte. Fu pubblicato nel 1817 da Cesare Orena nella tipografia Malatesta di Milano e ristampato sette volte fino all’edizione speciale dalla Famiglia Bosina nel 1979, in mille esemplari.

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Scrivere per mal d’amore

Domenico Bigiogero (1660-1732) vergò Le Glorie della Gran Vergine al Sagro Monte sopra Varese dopo la morte della promessa sposa

Una romantica e infelice storia d’amore si cela dietro a uno dei testi più celebri dedicati al Sacro Monte di Varese, Le Glorie della Gran Vergine di Domenico Bigiogero (1660-1722), protonotario apostolico, teologo e prefetto del Sacro Monte alla fine del Seicento. (1) La racconta quello che può essere considerato il suo biografo, il conte Giammaria Mazzuchelli Bresciano che gli dedicò una lunga scheda in un libro scritto a sua volta due secoli e mezzo fa, qualche decennio dopo i fatti.

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La cartina quattrocentesca

Il Macaneo (1450-1530) pubblicò nel 1490 la Corographya Verbani Lacus dove compare per la prima volta la Madona del Monte, abbreviata in M. Mo.

La Corographya Verbani Lacus è uno dei più antichi studi cartografici dell’area verbanese e dintorni, il primo dove è segnata la posizione del borgo di S. Maria del Monte con il toponimo Madona Monte, abbreviato per scarsità di spazio in M. Mo. (1) L’opera ha una storia avventurosa che tra poco racconteremo. La pubblicò l’umanista Domenico della Bella nell’estate del 1490, oltre cinquecento anni fa, mentre si trovava in vacanza a Maccagno, il suo paese natale, per sfuggire alla canicola di Milano dove allora insegnava. Domenico era nato nel 1450 nella frazione inferiore di Maccagno e morì nel 1530.

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