Lo scorso sabato, presso la nostra sede di via del Ceppo, si è tenuta l'ottava e ultima delle "Conversazioni al Sacro Monte" previste per quest'anno. Relatrice, Margherita Giromini, già Dirigente Scolastica, che ci ha parlato di "Alcune belle fiabe del Varesotto, specchio della cultura orale dei nostri avi".
La Professoressa Giromini ha illustrato brevemente il percorso che l’ha portata a raccogliere le fiabe della tradizione popolare tramandate oralmente e ha raccontato come l a sua pubblicazione (“Fiabe e leggende del Varesotto", oggi non più disponibile in libreria) sia nata proprio incontrando il sabato pomeriggio gli anziani della zona dell’Alto Varesotto e Lago Maggiore (Germignaga, Dumenza, Agra,...), coadiuvata da un'amica, al fine di raccogliere le storie tramandate da padre in figlio. A tutto questo ha aggiunto la sua passione per l’argomento oltre che una ricerca personale.
Importante è sottolineare come quanto più isolati sono i paesi in montagna, tanto più sono numerose le fiabe che si sono tramandate. Questo perché la tradizione orale, per mancanza di libri e capacità di leggere e scrivere, era la cosa più semplice.
Lo scorso sabato, presso il Centro di Spiritualità del Monastero delle Romite Ambrosiane al Sacro Monte, si è tenuto l'incontro inserito nell'ambito delle nostre Conversazioni al Sacro Monte dal tema "Testimonianza di vita monastica". Suor Paola ha accolto il numeroso gruppo di Amici e simpatizzanti intervenuti con un video sulle origini del Monastero e sulle attività di preghiera, lavoro e accoglienza che le Romite svolgono.
Attualmente, la comunità del Sacro Monte è composta da 24 monache e 2 novizie. Ognuna di esse svolge un compito preciso, che va dall'economato alle lezioni di canto ambrosiano, dall'apprendimento della storia dei Padri della Chiesa e delle Regole monastiche di Sant'Agostino, ai lavori necessari al sostentamento della comunità stessa (coltivazione dell'orto, servizio in cucina, accudimento degli animali, ecc.). Esiste anche un laboratorio di restauro, attualmente non a pieno regime. Non essendo la produzione interna sufficiente al sostentamento della comunità, si fa affidamento sulle donazioni dei benefattori e alla provvidenza anche se, periodicamente, due monache incaricate escono dal convento per andare a fare la spesa.