Freud e l’interpretazione dei sogni, la cromoterapia, il corretto rapporto con il passare del tempo, il valore della natura e della cura di sé, ma anche il significato simbolico del “pellegrinaggio” al Sacro Monte. Maria Rosa Madera, toscana di Vicchio come Giotto e Beato Angelico, psicologa e psicoterapeuta residente a Cantello, “felicemente nonna”, ha incollato alle sedie l’attento pubblico che affollava la conferenza nella sede degli Amici del Sacro Monte, sabato 8 settembre, dedicata al tema della natura e della cura si sé (dal punto di vista psicologico).
Prendersi cura di sé significa “ritornare a casa”, alla sorgente della propria vita, amare se stessi e recuperare, attraverso una pratica educativa costante e paziente, il rapporto originario con la natura. Il filosofo greco Epicuro la considerava un’espressione di gratitudine e riconoscenza nei confronti della natura. E per gli stoici dell’antica Atene “riuscire a vivere in conformità con la natura è il massimo della felicità”.

Il giorno 2 Agosto, con mia figlia e una partecipante all’uscita arriviamo a Brinzio e posteggiamo l’auto nel pratone antistante l’Intrino, torrente immissario del laghetto, in attesa degli altri partecipanti. Alle ore 9, formato il gruppo, attraversiamo l’Intrino, completamente asciutto, e ci soffermiamo alla prima pianta con bacche verdi che raggiungeranno il colore nero bluastro una volta mature, le foglie stanno diventando di un verde molto scuro che anticipa la colorazione bruno rossastra che assumeranno in autunno, tipica di questo Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea).
Poco più avanti incontriamo una arbusto con bacche rosse, caratteristicamente disposte verso l’alto: si tratta di una pianta di Caprifoglio peloso (Lonicera xilosteum) abbastanza comune nei boschi prealpini dai 400 m. fino ai mille metri oltre i quali si trova il Caprifoglio alpino, arbusto di più modeste dimensioni ma i cui frutti compaiono non solo appaiati ma addirittura fusi insieme fra loro.
Ci soffermiamo poi a parlare del rovo bluastro (Rubus caesius) di cui viene ricordato che è commestibile.