
Il giorno 2 Agosto, con mia figlia e una partecipante all’uscita arriviamo a Brinzio e posteggiamo l’auto nel pratone antistante l’Intrino, torrente immissario del laghetto, in attesa degli altri partecipanti. Alle ore 9, formato il gruppo, attraversiamo l’Intrino, completamente asciutto, e ci soffermiamo alla prima pianta con bacche verdi che raggiungeranno il colore nero bluastro una volta mature, le foglie stanno diventando di un verde molto scuro che anticipa la colorazione bruno rossastra che assumeranno in autunno, tipica di questo Corniolo sanguinello (Cornus sanguinea).
Poco più avanti incontriamo una arbusto con bacche rosse, caratteristicamente disposte verso l’alto: si tratta di una pianta di Caprifoglio peloso (Lonicera xilosteum) abbastanza comune nei boschi prealpini dai 400 m. fino ai mille metri oltre i quali si trova il Caprifoglio alpino, arbusto di più modeste dimensioni ma i cui frutti compaiono non solo appaiati ma addirittura fusi insieme fra loro.
Ci soffermiamo poi a parlare del rovo bluastro (Rubus caesius) di cui viene ricordato che è commestibile.

Comunicato Stampa Fondazione Comunitaria del Varesotto
Il 25 agosto 2018, alle ore 11, verrà inaugurata la mostra “Stagioni dell’arte a Varese. Ritratti di Vivi Papi”, allestita presso il Battistero di Velate (Varese).
Il progetto valorizza per la prima volta un capitolo della cospicua produzione del fotografo varesino specializzato in riproduzioni d’arte Vivi Papi (1937-2005): i ritratti da lui scattati ad artisti ed esponenti della cultura attivi a Varese dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Duemila. Fonte principale dei materiali esposti, il suo ricco archivio, donato dalla famiglia all’Università dell’Insubria e collocato nella sede del Centro Storie Locali a Villa Toeplitz.
Tra i numerosi ritratti presenti in mostra vi sono tra gli altri anche Renato Guttuso, Innocente Salvini, Marcello Morandini, Floriano Bodini e Vittore Frattini: figure artistiche che hanno potuto operare in un tessuto cittadino che attento e vivace, e in cui professionisti di altissimo rilievo, come Vivi Papi, hanno saputo inserirsi per innovare visioni e tecniche.
L’esposizione al Battistero include preziose stampe eseguite a mano da Vivi Papi, accanto a stampe realizzate per l’occasione da negativi digitalizzati. Ad accompagnare il racconto, un documentario biografico - realizzato da Cesare Gandini con Annamaria Fumagalli Papi e prodotto dal Centro Storie Locali -, immagini storiche inedite di Varese a monitor e alcuni cimeli di famiglia, tra cui un banco ottico e una borsa in cuoio per le fotografie in esterno.