Una coppia di girovaghi. Dario Monti e Rosalba Franchi, marito e moglie di Rescaldina membri dell’associazione degli Amici del Sacro Monte, sono viaggiatori speciali e questnanno brindano ai venticinque anndi di un figlio virtuale, il sito www.viestoriche.net. Per loro partire alla scoperta di nuovi posti è un modo di interpretare l’esistenza, zaino in spalla e via. Poi lo raccontano sul web. Lui è ingegnere, esperto topografo appassionato di montagna, ama fotografare e studiare la storia alpina. Lei è docente scolastica, giornalista e autrice di libri di turismo che potremmo definire da meditazione, come i grandi vini rossi raffinati in barrique. Suoi i testi di “Sacri Monti d’Italia e Svizzera” con le poetiche foto di Franco Restelli e le guide del Sempione e del San Gottardo, firmate insieme al marito.
Venticinque anni fa Rosalba e Dario iniziarono le loro ricerche nel settore delle vie storiche e il primo dicembre hanno festeggiato l’anniversario a palazzo Rusconi-Clerici di Rescaldina con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune. Il sito www.viestoriche.net è Una bussola per chi ama muoversi. Passioni ed interessi si concentrano sulla storia civile e religiosa d’Italia, sui percorsi devozionali lombardi e piemontesi seguendo le antiche carte e i testi letterari, sui passi alpini, le vie d’acqua e i collegamenti stradali, sugli itinerari dei pellegrini per Roma in occasione dei giubilei. Ovunque li portino la curiosità e l’amore per l’arte e la cultura.
L’impietoso giudizio del Soprintendente alle belle arti Luca Rinaldi al convegno del Palace su Giuseppe Sommaruga.
di SERGIO REDAELLI
Un capolavoro? O un pugno nello stomaco? Al convegno su Giuseppe Sommaruga sono emersi giudizi contrastanti sulla principale opera varesina dell’architetto milanese, il Grand Hotel Campo dei Fiori. A cominciare dalle critiche del soprintendente alle belle arti e al paesaggio della Lombardia Occidentale, Luca Rinaldi: “L’albergo in origine avrebbe dovuto essere più alto di cinque piani, ma anche così l’impatto sulla montagna è fuori scala, non so se la Soprintendenza oggi approverebbe il progetto. Realizzarlo fu una follia della società Grandi Alberghi. Con costi spaventosi. A guardarlo fa venire in mente il film Shining, evoca pellicole noir come Suspiria che infatti vi è stato ambientato. Come tutti gli artisti, anche Sommaruga ebbe alti e bassi qualitativi e io sono critico nei confronti di chi interpreta l’architettura a prescindere dall’impatto ambientale”.
Lo sferzante giudizio di Rinaldi è una delle sorprese uscite dal convegno tenutosi il 7 ottobre per iniziativa della Confcommercio all’Hotel Palace, altro “gioiello” prealpino di Sommaruga che, con Varese, ebbe un costante rapporto professionale lungo l’arco della vita. Il perché lo ha spiegato Marco Tamborini, direttore della Rivista della Società Storica Varesina, autore di un’accurata indagine anagrafica d’archivio: “L’architetto nacque a Milano l’11 luglio 1867 ma il padre Giacomo, di professione “doratore”, la nonna Marianna Castiglioni e il nonno Luigi, orologiaio, erano di Varese. Tra il 1910 e il 1912 tenne uno studio professionale con Giulio Macchi in viale Umberto 1, oggi via Medaglie d’Oro e a Varese realizzò, tra l’altro, le cappelle funerarie delle famiglie Aletti e Comi nel cimitero di Giubiano”.