L'Assemblea straordinaria del giorno 5 febbraio 2021, verbalizzata dal Notaio dott. Domenico Chiofalo con atto n. 12373 di Repertorio - n. 5817 di raccolta - ha deliberato, fra l'altro, di adottare un nuovo testo di statuto sociale, adeguato alle norme di cui al D. Lgs. n. 117 del 3 luglio 2017 (Codice del Terzo Settore), con conseguente modifica della denominazione sociale in "AMICI DEL SACRO MONTE A.P.S.", al fine di consentire l'iscrizione della nostra Associazione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) mediante trasmigrazione automatica ai sensi dell'articolo 54 del suddetto D. Lgs. n. 117/2017.
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Un romanzo di Emilio Vanoni racconta la ventennale ospitalità dei bambini bielorussi nelle case varesine. Con il pretesto di una vicenda sentimentale.
I bambini di Cernobyl e il Sacro Monte di Varese. Che cosa hanno in comune due luoghi così lontani e diversi tra loro, uno deserto e scheletrito dalle scorie nucleari, l’altro verdeggiante di boschi, mistico e incontaminato? A unirli è da molti anni il filo della solidarietà umana, l’impegno di un gruppo di persone che si sono prese a cuore i destini dei piccoli scampati a uno dei drammi più sconvolgenti degli ultimi cinquant’anni, il disastro nucleare del 26 aprile 1986. Lo ricorderete. Una nube di materiali radioattivi fuoriuscì dal reattore della centrale bielorussa e contaminò vaste aree dell’ex Unione Sovietica provocando decine di vittime: 66 accertate, 4mila presunte dall’Onu, 6 milioni secondo Greenpeace per conseguenze varie alla salute manifestatesi nel tempo. L’incidente fu forse causato da un errore umano o dalla difettosa progettazione della centrale. L’allarme esiste tuttora. I pericoli sono rappresentati dalle contaminazioni da cesio 137 che persistono trecento anni e dal plutonio 239, i cui effetti durano addirittura migliaia d’anni.