Amici del Sacro Monte

Associazione culturale fondata nel 1967

Strade del Sacro Monte

Al Sacro Monte riapre il “Pogliaghi”

23 luglio 2013

pogliaghi 150x100Il Museo Peggy Guggenheim a Venezia e la Fondazione Pomodoro a Milano: sono solo alcuni esempi italiani di musei nati dalla passione di un collezionista o dalla volontà di un artista. Nella maggior parte delle volte portano il nome di colui che, dedicando una vita all'arte, ha prodotto una realtà unica e irripetibile. In provincia di Varese troviamo il parco del Museo Pagani a Castellanza, la Casa-mulino di Innocente Salvini a Cocquio Trevisago, la Villa del conte Panza a Varese, la Collezione del barone Giuseppe Baroffio Dall'Aglio al Sacro Monte ed altre ancora.

A queste si aggiunge la Casa - museo dello scultore Pogliaghi, al Sacro Monte di Varese. Costruito nel cuore del borgo del Sacro Monte di Varese, il Museo Pogliaghi è la casa dove l'eclettico artista visse tra il 1885 al 1950, anno della sua morte, avvenuta il 30 Giugno, a 93 anni. Donata alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, da diversi anni è chiusa al pubblico per problemi di restauro e inagibilità e sono molti i Varesini e non che attendono di poterla visitare.

Ludovico Pogliaghi, è figura di uomo, artista, estimatore d'arte e collezionista molto complessa nonché uno dei più significativi artisti lombardi vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nasce a Milano il 7 Gennaio 1857 da una famiglia della ricca borghesia lombarda. Fin da giovane dimostra un talento artistico che lo sospinge a dedicarsi alla pittura e alla scultura. Ottiene molte commissioni a Milano dove realizza una porta centrale del Duomo, dipinti per la chiesa di San Babila e per la Cappella dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Pogliaghi è credente e la sua fede lo spinge, come nel caso del Portale del Duomo di Milano, a creare un connubio perfetto ed armonioso tra opera artistica a carattere religioso e opera di alto valore estetico.

La città di Varese affida a lui diversi progetti: dal recupero delle cappelle della Via del Rosario del Sacro Monte, alla realizzazione del paliotto dell'altare Maggiore e del Battistero da parte dello stesso Santuario, dagli interventi di ammodernamento della Basilica di San Vittore a lavori che lo portano anche in altri comuni della provincia, come a Busto Arsizio.

Ho avuto la fortuna di visitare, tanti anni fa, questo scrigno delle meraviglie e di rimanerne letteralmente stupefatta! Testimonianza dell'ecclettismo di fine ottocento, la villa conserva reperti archeologici, sculture e dipinti, fra gli altri, del Giambologna e del Magnasco, una significativa collezione di tappeti oltre alle opere dell'artista stesso fra le quali la stanza dello Scià di Persia e il calco in gesso della porta del Duomo di Milano, maestosa e straordinariamente bella. La casa è inoltre circondata da un giardino all'italiana ricco di numerosi marmi antichi e moderni raccolti dal Pogliaghi durante la sua vita.

In questi decenni, numerose sono state le richieste di riapertura della casa-museo. Importante, in data 11 Febbraio 2013, quella dell'Associazione Amici del Sacro Monte, sempre in prima fila a testimoniarne il valore, che ha provveduto ad una ragguardevole raccolta di firme allegata ad una petizione inviata al Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, al presidente della Fondazione Ludovico Pogliaghi, e, per conoscenza, al sindaco di Varese, all'Università dell'Insubria, e al vice-presidente del Fai. In tale petizione si sottolinea come "C'è una presenza straordinaria a Santa Maria del Monte: quella di Lodovico Pogliaghi. Dal 1885. Un artista eclettico, incessante creatore di opere d'arte, infaticabile ricercatore di segni del passato che ha raccolto nella sua casa.

Dove la sua passione per le espressioni di età e luoghi diversi della storia delle civiltà umane sono testimoniate da reperti e sono state guida per i suoi progetti.

Il suo lascito continua a stupirci. A cominciare dalla sua casa orientata verso la pianura, ruotata rispetto al Santuario e al tessuto costruttivo dell'abitato.

Si potrebbe affermare che questa rotazione sia del tutto naturale in quanto rispettosa della rotazione dell'altura verso la Via Sacra. Ma indubbiamente la sua decisione ha inteso evidenziare la rilevanza della propria presenza nel borgo.
Pogliaghi non si distingueva certo per modestia. Conosceva e offriva al mondo del suo tempo la certezza del proprio valore.

A Santa Maria del Monte al termine della Via Sacra con il Santuario e il Monastero delle Romite Ambrosiane abbiamo quindi, incidente e permanente, certo con diversa valenza, la presenza di Pogliaghi. Che non può essere trascurata, per l'impatto della sua "fabbrica" nello scenario del borgo, dominato dal campanile del Bernascone. Per la testimonianza di un'epoca e di un operare che ancora oggi sono di preziosa considerazione.

Per questo soffriamo per la condizione di relativo abbandono di queste presenze.

Dopo il recupero dell'antico rustico, si pone certo il problema dell'edificio principale e della necessaria disponibilità finanziaria per la sua conservazione e delicato restauro.

Ma si pone anche il problema della protezione e della conservazione dei reperti e della documentazione che Pogliaghi ci ha lasciato, di entità e valore notevolissimi. Dopo la scomparsa alcuni anni fa della signora Pierangela Favini Grignola, nume tutelare, come è stata definita, di queste memorie.

Occorrerrebbe poi completare, se fosse stata convenientemente avviata, l'opera di catalogazione e archiviazione consultabile dagli studiosi e da tutti noi.

Crediamo che sia necessario procedere in questo lavoro, confidando anche nella collaborazione di studenti e ricercatori universitari.

Individuando luoghi sorvegliati per la conservazione e le modalità per una consultazione quanto più estesa possibile.

Il rischio che stiamo correndo è infatti quello della perdita (per dispersione?) di un mondo, di un'opera, di una esperienza, di una ricerca, di aspetti di una personalità significativa di un'epoca, che non ci possiamo permettere.

Ci rimettiamo quindi alla sensibilità della Fondazione Pogliaghi e della Biblioteca Ambrosiana, alle quali chiediamo di poter conoscere il patrimonio complessivo di Pogliaghi e le iniziative che si intende avviare.

Ineludibili. E non rinviabili".

La petizione ha colto nel segno...Il 27 Giugno 2013, a ridosso del decennale del riconoscimento UNESCO del 3 Luglio 2003 e in vista di EXPO 2015, durante la visita di ricognizione al Sacro Monte, effettuata percorrendo il Vialone, dai maggiori esponenti del governo della Lombardia e della curia milanese con le autorità religiose e civili della città, si è fatto tappa a Casa Pogliaghi. In tale occasione, da parte di Mons. Gianni Zappa, esponente di spicco della curia milanese, è stata data la notizia che Casa Pogliaghi sarà presto riaperta al pubblico. In un primo momento saranno aperte le porte solo del piano terreno, e non del primo piano dove il proprietario abitava. Tale annuncio mi è stato confermato dalla Biblioteca Ambrosiana che ne ha pure sottolineato l'interesse da parte della Regione.

E' il caso di scrivere: al Sacro Monte, finalmente, riapre il "Pogliaghi"!

Ambrogina Zanzi

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Si rende noto che la prosecuzione della navigazione, come anche lo specifico click sul tasto "Accetto", comporta in ogni caso la prestazione del consenso all’uso dei cookies tecnici. Per saperne di più sui cookie, vedere la pagina Informazioni.

  Accetto i cookies da questo sito.
EU Cookie Directive Module Information