Amici del Sacro Monte

Associazione culturale fondata nel 1967

A cura di Sergio Redaelli

Becket, il potere e la santità

T S Eliot"Aprite le porte! Non voglio che la casa della preghiera, il santuario, sia mutato in fortezza. La Chiesa proteggerà i suoi alla sua maniera, non come la quercia e la pietra; la pietra e la quercia si corrompono, non danno saldezza ma la Chiesa durerà, la chiesa dev'essere aperta anche ai nostri nemici. Aprite la porta!". Il disperato grido di Thomas Becket, l'arcivescovo di Canterbury, risuona nella navata affollata di spettatori della chiesa dei frati cappuccini, in viale Borri, trasformata in teatro per i 25 anni di Radio Missione Francescana. Va in scena Assassinio nella cattedrale di T. S. Eliot, con la regia di Luisa Oneto, la supervisione artistica e i costumi di Antonio Zanoletti autore anche della rielaborazione drammaturgica.

E' il 29 dicembre 1170 e gli assassini dell'arcivescovo sono alla porta, pronti a ucciderlo in nome del re d'Inghilterra Enrico II a cui Becket nega il primato sulla Chiesa e i sacerdoti lo scongiurano: "Nostro signore, questi non sono uomini, sono bestie impazzite. Voi spranghereste la porta contro il leone, il leopardo, il lupo o il cinghiale?";

ma l'arcivescovo è irremovibile: "Aprite la porta! Voi mi credete incauto, disperato e pazzo. Noi non siamo qui per trionfare con la lotta, con lo stratagemma o con la resistenza, non a combattere bestie simili a uomini. Io do la mia vita per la legge di Dio sopra la legge degli uomini. Aprite le porte".

Esercitare la misericordia e il perdono è missione della Chiesa anche in quest'anno giubilare che, per volere di papa Francesco, apre ovunque le porte sante a fronte di reali pericoli. Chi ha fede può resistere alle prevaricazioni del potere assoluto e del male fino all'estremo sacrificio (come l'arcivescovo Oscar Romero, ucciso dagli squadroni della morte per aver denunciato la dittatura nel Salvador). Becket, già apprezzato cancelliere del re, gli ha voltato le spalle da quando ha assunto le superiori responsabilità episcopali e non si piega ai dubbi e alla tentazione di trovare un modo per salvarsi. Il testo di Eliot, ritenuto uno dei cardini del teatro religioso, suscita la riflessione e il dibattito e si presta a una palpitante rappresentazione scenica.

Fu allestito per la prima volta nel 1935 proprio nella cattedrale di Canterbury e undici anni più tardi in Italia. Il dramma rappresenta il conflitto interiore del martire predestinato alla santità di fronte alla morte imminente e ne esteriorizza i dubbi psicologici e morali nell'intervento dei quattro tentatori. L'ultima tentazione è la più insidiosa, accettare il martirio per orgoglio, per ambizione della santità: "Il più grande tradimento è compiere la retta azione per uno scopo sbagliato – dice Becket – l'ambizione opera con frode e con lusinga ma il martirio non è mai disegno dell'uomo".

L'azione si svolge intorno all'altare ma è l'intera chiesa dei cappuccini a fungere da palcoscenico per una straordinaria serata di teatro. Le donne del coro di Canterbury (Simona Bramanti, Patrizia Ferrara, Liliana Maffei, Aurora Scarpolini, Emma Verti) entrano dal fondo, come la delicata e giovanissima danzatrice Natalia Scarpolini che attende il proprio turno con il cappotto appoggiato sul leggero abito di scena, facendo stretching per difendersi dal freddo. Il canto dolente delle donne e la loro funzione di raccordo tra i vari momenti del dramma evocano l'antico teatro greco.

I quattro cavalieri, tentatori e assassini (Stefano Carabelli, Mattia De Rinaldis, Pietro Giani, Jonathan Ziella) indossano abiti moderni e occhiali scuri da killer in una saletta a destra della navata, sostano all'ingresso e strepitano in mezzo al pubblico, urlano e sbattono il portone prima di andare ad uccidere l'arcivescovo. L'emozione corre da un capo all'altro della chiesa. Il coro, i sacerdoti e il messaggero (Mario Branduardi, Marco Santambrogio, Mirko Sartorio, Samuel Fizio) si agitano in un sapiente gioco di luci sulle note mistiche dell'Ombra della Luce di Franco Battiato; e nell'attesa del terribile evento si muove e predica un convincente Fabrizio Taffuri nei panni di Becket.

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